AMMONITI

Popolo che abitava a Oriente del corso inferiore del Giordano e della parte settentrionale del Mar Morto, nel tratto compreso circa tra i torrenti Jabbok al N. e Arnon al S.

Il nome di questo popolo è nell’ebraico biblico Bĕnē-‛Ammōn “figli di Ammon”. Il nome sopravvive in quello di ‛Ammān, l’attuale capitale della Transgiordania.

Una stretta parentela etnografica legava questo popolo con i Moabiti (v.) che gli abitavano più a S., e con gli Ebrei che gli stavano ad Occidente. Secondo la Bibbia, infatti, tanto gli Ammoniti quanto i Moabiti, con i quali sono spesso uniti, traevano origine da Lot, nipote di Abramo capostipite degli Ebrei. Questa origine è attribuita a un doppio incesto che le due figlie di Lot provocarono su loro stesse dal loro padre, affinché non si estinguesse la propria famiglia; la figlia minore dal suo incesto “partorì un figlio e gli mise nome Ben-‛Ammī: esso è il progenitore degli Ammoniti, fino ad oggi” (Genesi, XIX, 38). Il nome imposto era in relazione con la straordinaria origine del figlio: infatti Ben-‛Ammī significa “figlio del mio parente”; un senso analogo ha il nome dell’altro figlio incestuoso, Moab progenitore dei Moabiti.

Gli Ammoniti erano famigerati per la loro crudeltà (Amos, I, 13); la loro religione, imperniata sul culto del dio Melek (Milkom, Moloch) non era diversa da quella dei Moabiti e di altri popoli di stirpe semitica.

Perennemente in lotta con gli israeliti, venendo però sconfitti sia da Saul che da Davide. In seguito vennero conquistati – insieme ai territori limitrofi – dalle varie dinastie dominanti babilonesi, assire, poi da Persiani e Romani.

La cultura ammonita imitò modelli assiri, fenici, israeliti, egizi e aramei. Usavano seppellire i defunti in bare di ceramica ai sarcofagi egizi, e nelle tombe, scavate nella roccia, sono stati rinvenuti anche oggetti in ceramica, vetro e metallo.