Sia che vi avviciniate al Karak dall’antica via regia ad est o dal Mar Morto ad ovest, capirete perché le sorti dei re e delle nazioni sono state decise qui per millenni.

Antica roccaforte dei crociati, Karak si trova a 900 metri sul livello del mare, all’interno delle mura della città vecchia. La città continua a vantare una serie di edifici ottomani del XIX secolo, anche se l’atttrazione principale è il castello di Karak che domina su tutto.

Il castello di Karak è un labirinto scuro di sale con volta in pietra e cunicoli senza fine. I meglio conservati sono quelli sotterranei e si possono raggiungere attraverso una porta massiccia . Più imponente che bello, il castello è comunque uno spaccato impressionante del genio architettonico militare dei Crociati.

Nelle giornate limpide si può vedere oltre il Mar Morto, scorgendo fino al Monte degli Ulivi che confina con Gerusalemme.

Il Museo Archeologico di Karak è stato creato all’interno dell’antico castello, che conserva resti del periodo Moabita nel primo millennio a.C., passando per i periodi nabateo, romano, bizantino, islamico e crociato.

La parte principale del museo è una grande sala a volta del castello, utilizzata come alloggio per i soldati nel periodo mamelucco. Le collezioni risalgono al Neolitico fino al tardo Islamico e provengono dalle regioni del Karak e della Tafila. Tra i siti c’è Bab Adh-Dhra’, famosa per le sue sepolture risalenti all’età del bronzo. Il museo ospita resti di scheletri e ceramiche provenienti dalle tombe di Bab Adh-Dhra’; manufatti della II età del ferro di Buseirah; vasi di vetro e iscrizioni bizantine e manufatti romani e nabatei di Rabbah e Qasr.

Situato ad Al-Mazar vicino a Karak, il museo ospita una collezione di oggetti che rappresentano la civiltà e la cultura islamica, tra cui sculture, ceramiche e monete.

È possibile visitare il santuario del Profeta Nuh (Noè) a Karak, e la sua tomba si trova vicino alla città. Dio mandò Noè ad avvertire il suo popolo della punizione divina se avessero continuato ad adorare gli idoli, e di costruire una solida arca che avrebbe resistito al diluvio che sarebbe arrivato.

Storia (da wikipedia)

Il primo centro abitato di al-Karak risale almeno all’Età del Ferro. Intorno al 900 a.C. divenne capitale del regno dei Moabiti, che la chiamarono Qir-Moab. È citata anche nella Bibbia col nome di Qer Harreseth, città assoggettata all’Impero assiro. Nei Libri dei Re (16:9) e nel Libro di Amos (1:5, 9:7) è menzionata come il luogo dove giunsero i Siriani prima di stabilirsi nella regione a nord della Palestina, ed è anche il luogo dove Tiglath-Pileser inviò i prigionieri dopo la conquista di Damasco.

Al-Karak cadde poi sotto il dominio dei Nabatei e fu conquistata dai Romani nel 105 d.C. Nel tardo periodo ellenistico, divenne un’importante città, nota col nome di Kharkha.

Durante la dominazione bizantina fu eretta a vescovato – sotto la sua giurisdizione ecclesiastica cadde la Chiesa di Nazaret – e rimase prevalentemente cristiana anche dopo l’avvento degli Arabi.

I momenti di maggiore importanza per la città di al-Karak è nel Medioevo che la città raggiunse una notevole importanza. Nel XII secolo, durante le Crociate, la città divenne un punto strategico per i Cavalieri Ospitalieri (cfr Cavalieri di Malta). La sua posizione geografica, che offre una vista panoramica sulla Valle del Giordano, era ideale per difendersi dagli attacchi nemici e per controllare le rotte commerciali.

La fortezza di Karak fu costruita dai Crociati nel 1142, il castello fu un importante avamposto durante le guerre crociate e divenne successivamente una residenza dei governatori mamelucchi. La struttura è un esempio straordinario di architettura medievale, con mura massicce, torri di guardia, cunicoli sotterranei e stanze che evocano il passato glorioso della città.

Karak è un centro di religione e cultura, con numerosi siti di interesse per i visitatori interessati alla spiritualità. La città ospita diverse moschee e chiese, e la sua posizione nel cuore della Giordania la rende un punto di incontro tra culture diverse.