Monte Nebo è situato nella Via regia di Giordania.

Altezza 817 m s.l.m.

Il monte Nebo è una cresta montuosa alta circa 817 metri s.l.m., in quella che è attualmente la Giordania occidentale. La vista dalla sua sommità, nei pressi del villaggio di Faysaliyya (7 km a ovest di Madaba) permette di godere del panorama della Terra santa e, a settentrione, una più limitata visuale della valle del Giordano. La città cisgiordanica di Gerico è normalmente visibile dalla vetta, come pure Gerusalemme nelle giornate nitide.

Significato religioso

Secondo il capitolo conclusivo del Deuteronomio, il monte Nebo è quello sul quale il profeta ebraico Mosè ebbe la visione della Terra Promessa che Dio aveva destinato al Suo Popolo Eletto.

«Poi Mosè salì dalle pianure di Moab sul monte Nebo, in vetta al Pisga, che è di fronte a Gerico. E il Signore gli fece vedere tutto il paese: Galaad fino a Dan, tutto Neftali, il paese di Efraim e di Manasse, tutto il paese di Giuda fino al mare occidentale, la regione meridionale, il bacino del Giordano e la valle di Gerico, città delle palme, fino a Soar.»

(Deuteronomio, 34:1-3)

Secondo la tradizione Mosè fu sepolto su questa montagna dallo stesso Dio, ma il sito rimase sconosciuto. Gli studiosi seguitano a discettare se la montagna attualmente nota come Nebo sia la stessa montagna cui ci si riferisce nella Torah.

Nel paganesimo cananeo

Il monte Nebo, oltre a simboleggiare uno dei luoghi più santi della Bibbia, dai tempi pre biblici, era considerato la dimora di Baal, figlio di El, dio del cielo e del tuono. Altre fonti lo collocano sul monte Casio, altre ancora presso la vetta della montagna dell’Hermon, considerata casa anche del dio Urrita Teshub. Dagli antichi ebrei era infatti chiamato Monte Ba’al Hermon

Storia

Il Mar Morto è visibile dalla sommità del Monte

L’esistenza di una chiesa, del IV secolo, in questo luogo fu menzionata per la prima volta dalla famosa pellegrina romana Etheria o Egeria che, recatavisi in pellegrinaggio nel 393, nel diario del suo viaggio descrive con dovizia di particolari santuari e riti religiosi della Terra Santa. Nel V secolo fu aggiunta una navata, seguita dalla prima cappella del Battistero, ornata di mosaici, nel 530, e della basilica principale, portata a termine nel 597. Nel medesimo periodo, attorno alla chiesa, fu costruito un grande monastero bizantino. Già a quel tempo monte Nebo era una meta di pellegrinaggio; infatti una strada romana lo aveva collegato alla strada principale che attraversava la regione. Chiesa abbandonata successivamente e riscoperta dai pellegrini nel IV e V secolo.

Nel 1932, i Francescani acquistarono il sito e avviarono i lavori di scavo che portarono alla scoperta delle rovine e ricostruirono gran parte dell’edificio della basilica.

Papa Giovanni Paolo II (nel 2.000) e Papa Benedetto XVI (2009) fecero visita al monte Nebo.

La scultura cruciforme con serpenti di rame intrecciati sopra il monte Nebo (Gian Paolo Fantoni) ricorda il Nehushtan, il bastone di Mosè, guardando il quale il popolo di Israele veniva salvato dal morso dei serpenti incontrati nel deserto. È immagine di Cristo crocifisso Salvatore del Mondo. (Giovanni, 3:14).

 

 

 

«Mosè allora fece un serpente di rame e lo mise sopra un’asta; e avveniva che, quando un serpente mordeva qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, restava in vita»: (Numeri 21:9)

Il 9 maggio 2009 anche papa Benedetto XVI ha visitato il sito, nel corso del suo viaggio apostolico in Terra santa.

Sul punto più elevato della montagna, Syagha, una delle cinque cime del monte, sono stati scoperti nel 1933 i resti di una chiesa e di un monastero. La chiesa era stata costruita una prima volta nella seconda metà del IV secolo per commemorare il posto in cui Mosè morì. La chiesa rispetta la pianta tipica della basilica. Essa fu ampliata nel tardo V secolo e ricostruita del 597. Sei tombe sono state scoperte incavate nella roccia naturale al di sotto del pavimento a mosaico della chiesa. Nella cappella moderna un presbiterio edificato per proteggere il sito e per provvedere uno spazio per le devozioni, si possono vedere i resti di mosaici floreali costruiti in diversi periodi storici. Il più antico di essi è un pannello con una finta croce, ora collocato a est, sul muro meridionale.

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Il memoriale di Mosè
La basilica conserva le sezioni più antiche dell’intero complesso: la navata e il presbiterio sono del 597, sulle fondamenta della chiesa del IV secolo. 

A terra si conserva un mosaico di 9 m x 3 m, un tempo parte dell’antico battistero e raffigurante scene di caccia e di pascolo, intervallate da un assortimento di animali africani.

Citazioni sul monte Nebo.

Il Signore disse a Mosè: «Sali su questo monte degli Abarìm, sul monte Nebo, che è nella terra di Moab, di fronte a Gerico, e contempla la terra di Canaan, che io do in possesso agli Israeliti. Muori sul monte sul quale stai per salire e riunisciti ai tuoi antenati, come Aronne tuo fratello è morto sul monte Or ed è stato riunito ai suoi antenati, perché siete stati infedeli verso di me in mezzo agli Israeliti alle acque di Merìba di Kades, nel deserto di Sin, e non avete manifestato la mia santità in mezzo agli Israeliti. Tu vedrai la terra davanti a te, ma là, nella terra che io sto per dare agli Israeliti, tu non entrerai!». (Deuteronomio)
Poi Mosè salì dalle steppe di Moab sul monte Nebo, cima del Pisga, che è di fronte a Gerico. Il Signore gli mostrò tutta la terra: Gàlaad fino a Dan, tutto Nèftali, la terra di Èfraim e di Manasse, tutta la terra di Giuda fino al mare occidentale e il Negheb, il distretto della valle di Gerico, città delle palme, fino a Soar. Il Signore gli disse: «Questa è la terra per la quale io ho giurato ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe: “Io la darò alla tua discendenza”. Te l’ho fatta vedere con i tuoi occhi, ma tu non vi entrerai!». (Deuteronomio)